Tecniche

Trovi qui un catalogo essenziale delle tecniche di stampa fotografica. Ad ogni tipologia è abbinato il numero di foto archiviate che corrispondono a quella tecnica.

 

Numero di foto: 21
Si dice della fotografia in bianco e nero o di quella che non consente la resa dei colori.

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Carta ricoperta da uno strato di albumina (sostanza organica vischiosa, solubile nell’acqua, coagulabile al calore, contenuta in particolare nell’albume dell’uovo). Impiegata dai fotografi tra il 1850 e il 1890 e utilizzata fino al 1920 ca.

Numero di foto: 0

Si differenzia dal ferrotipo per il tipo di supporto, costituito da una lastra in vetro e non da lamina di ferro, ma presenta forme di alterazione simili ad esso e ad altri procedimenti al collodio.

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Una stampa il cui autore dichiara di aver seguito le tecniche indispensabili alla massima durata dell’immagine (solitamente con un timbro sul verso).

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Indica due categorie di carte baritate ad annerimento diretto, una con legante al collodio e l’altra con legante alla gelatina, impossibili da distinguere ad occhio nudo. Soltanto alcune alterazioni possono talvolta permetterne il riconoscimento.

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Le lastre Autochromes furono brevettate dai fratelli Lumière nel 1904 e si basavano sulle teorie di I. Newton e di J. Clerk-Maxwell sulla natura della luce, cioè sul principio del “procedimento a colori per sintesi additiva” che teorizza la possibilità di

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Processo similare, nella sua parte finale, alla fototipia, ma diverso nella creazione della matrice, che è una stampa tradizionale sbiancata attraverso il passaggio in un bagno di acido cromico, bromuro di potassio e solfato di rame.

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E'una stampa a colori ottenuta con il normale procedimento da negativo. La qualità e la durata di queste stampe è enormemente variabile, anche se recentemente sono stati realizzati prodotti (come la Crystal paper della Fuji-film) ad elevata stabilità.

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E’ stato il primo procedimento negativo utilizzato in fotografia, presto soppiantato dalle più pratiche lastre in vetro.

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Si tratta di stampe particolarmente instabili, ma molto preziose poiché costituiscono i primi esempi di immagini positive realizzate in fotografia.

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Fotografia su carta, generalmente alluminata, della dimensione di un biglietto da visita, montata su cartoncino di mm 104x62 ca.Il procedimento fu brevettato da André-Adolphe Disderi nel 1854.

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Procedimento di stampa non argentico, inventato da J. Herschel nel 1842 e basato sulla sensibilità alla luce dei sali ferrici che, combinandosi con altri sali, possono dar luogo ad un’immagine positiva, dotata di una caratteristica colorazione blu.

Numero di foto: 0

Detto anche Ilfochrome, o R-print.Sistema di stampa a colori da originale trasparente (diapositiva) messo a punto negli anni Sessanta dalla Ciba e poi rilevato dall’inglese Ilford.

Numero di foto: 0

Il collodio è un liquido viscoso, trasparente e impermeabile – ottenuto sciogliendo nitrato di cellulosa in una miscela di alcool ed etere – che, dal 1851, viene utilizzato in fotografia come legante per i Sali d’argento. Il procedimento, messo a punto da
Numero di foto: 2
Le fotografie a colori si ottengono attraverso vari procedimenti.I più antichi procedimenti sono il sistema additivo ed il sistema sottrattivo, che hanno generato tecniche a colori indiretti che fanno parte di un sistema più generale detto Tricromia.
Numero di foto: 1
La prima tecnologia fotografica universalmente diffusa, resa pubblica da L. J. M. Daguerre nel 1839. Consisteva nell’esporre alla luce una lastra di piombo resa sensibile da sali d’argento “attivati” da vapori allo iodio.
Numero di foto: 73
Diapositiva (o pellicola invertibile)è una fotografia positiva stampata su supporto trasparente, solitamente destinata a essere proiettata su schermo. Le diapositive danno immagini acrome (in b/n) o policrome (a colori).

Numero di foto: 0

Procedimento manuale di stampa a colori, attraverso la creazione di tre matrici in gelatina, che poi vengono stampate a contatto usando i tre inchiostri del processo additivo (RGB, rosso, verde, blu).
Numero di foto: 1
Sottile lamina di ferro laccata di nero, ricoperta da uno strato di collodio umido sensibilizzato con ioduro d’argento.

Numero di foto: 0

Numero di foto: 1
Processo che porta alla creazione di una matrice inchiostrabile capace di cedere, sotto la pressione di un torchio, il proprio inchiostro a un foglio di carta.

Numero di foto: 0

Procedimento di stampa a colori inventato nel 1899 ca. da una famiglia francese che è tuttora l’unica a praticarlo. Prevede il trasferimento su carta di quattro passaggi di emulsionamento, impressione, sviluppo e asciugatura nei quattro colori primari.

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Commercializzata nel 1874 da P. Mawdsley, ma affermatasi soltanto nel 1886, trattasi di una carta da stampa che necessitava di uno sviluppo chimico per rilevare l’immagine latente.
Numero di foto: 297
Bitmap è l'immagine grafica o fotografica costituita da pixel. Le immagini molto definite sono costituite da molti pixel. I file, in ambiente Windows, hanno come suffisso .bmp.

Numero di foto: 0

Si tratta di un negativo bianco e nero di grandi dimensioni, ottenuto dall’ingrandimento di un positivo trasparente, sul quale sono già state effettuate tutte le operazioni di correzione necessarie a ottenere una stampa corrispondente alla visione del fot
Numero di foto: 9
Procedimento di riproduzione fotografica con inchiostro grasso,su carta gelatinata,preventivamente trattata con bicromato di potassio, utilizzato per lo più nella riproduzione di stampe artistiche; fu realizzato nel 1855 da Poitevin.

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La prima casa che ha prodotto degli apparecchi per fotografie a sviluppo immediato, sulla base di una serie di scoperte del suo fondatore, Land. Pur non trattandosi di materiali pregiati o particolarmente stabili, le stampe Polaroid sono sempre state uno

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Si tratta del metodo più semplice ed economico per ottenere stampe di elevata qualità da file digitali. Delle testine a quattro (o sei) colori spruzzano sulla carta delle minuscole gocce d’inchiostro, a formare l’immagine.Le stampe hanno avuto a lungo nel
Numero di foto: 109
Si tratta del nome dato a quelle che comunemente vengono chiamate stampe fotografiche, ed è il procedimento standard del bianco e nero dall’inizio del Novecento. La qualità dipende in gran parte dall’abilità dello stampatore.

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Stampa su un’emulsione stesa su qualunque supporto (carta, tessuto, plastica) e formata da gomma arabica, bicromato di potassio e acqua. L’emulsione reagisce alla luce indurendo proporzionalmente alla quantità di luce alla quale è stata esposta: l’immagin

Numero di foto: 0

Procedimento molto diffuso alla fine dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, consistente nell’ingrandire un negativo su un foglio di carta coperta di gelatina sensibilizzata con una soluzione di bicromato di potassio e cosparsa di finissima polvere

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Normale processo di stampa bianco e nero, particolarmente stabile, che utilizza, al posto di gelatina sensibilizzata ai sali d’argento, gelatina sensibilizzata al platino.

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Indica, nella sua accezione più letterale, l’invio a un sistema di riproduzione più o meno sofisticato (stampanti comuni o laser, ecc.), di quanto elaborato da un calcolatore elettronico.
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La tipografia è la tecnologia per produrre testi stampati usando matrici in rilievo (rilievografia) composte di caratteri mobili o di cliché inchiostrati.

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Tecnica di riproduzione fotomeccanica, inventata da W. B. Woodbury nel 1864, che permette di ottenere una matrice, stampando il negativo su gelatina sensibilizzata con bicromato di potassio.